Non perderti per niente al mondo
( giovedì, 20 novembre 2008; 21:50 )

     L'avevo immaginato un sabato come un altro. L'unico fuori programma doveva essere la pioggia. Ma a me la pioggia piace. Ero arrivata con trenta minuti di ritardo, ma lui mi aspettava completamente bagnato sotto il porticato di un condominio, proprio dove io gli avevo chiesto. Mi ha detto ''Non mi va di stare qui in giro, andiamo a casa mia''.
Casa sua mi mancava. Lui passa le sue giornate in mansarda. Dorme su un divano. E davanti al divano c'è un tavolino di marmo. In macchina parlavo, ma non pensavo a quel che dicevo. Facevo disegni sul vetro e fuori c'erano i lampi. Ma ho detto qualcosa che non dovevo dire. Non ricordo esattamente cosa. Da quelle mie ultime parole è nato il silenzio. Siamo arrivati a casa sua in silenzio, siamo entrati in silenzio, poi io ho detto ''mi ricorda i vecchi tempi questo posto'', e poi di nuovo silenzio.
Abbiamo fatto entrare il cane, Hammish, e si è addormentato sul tappeto.
Lui invece si è seduto sul divano e ha iniziato a preparare da fumare. In verità toccava anche a me, ma lui ha spento la luce e si è sdraiato completamente al buio. Non mi guardava. L'avrei sentito. Ho detto:
''Secondo me ho moltissimo coraggio e tu non ne apprezzi neanche un po' ''
''Forse''
Il silenzio io lo cerco sempre. Ma c'è un problema. Lui fa silenzio proprio come mio padre. ed è spaventoso. è il silenzio più violento che si possa trovare. Si sente addirittura il respiro dell'altra persona. Mi sono rannicchiata vicino al cuscino con le ginocchia al petto. Tremavo.
''Ho freddo, posso stringermi a te?''
''C'è una coperta sotto il cuscino''
''Gentile''.
Sai quando pensi che qualsiasi altra persona al suo posto, qualunque reazione avesse avuto, ti avrebbe fatto meno male? Io l'ho pensato.
Sono passati altri 20 minuti. C'era odore di erba. Io volevo baciarlo, o farci l'amore. Così ho iniziato a piangere. Ma anche le mie lacrime se le mangiava il silenzio.
Quando era ora di tornare a casa, me l'ha detto lui. Ha acceso la luce solo in quel momento. Mi ha aperto la portiera della macchina e mi ha chiesto dove doveva portarmi.
Poi non abbiamo più aperto bocca.
Sono scesa dalla macchina e sono tornata a casa.
Mio padre mi ha guardato negli occhi e li ha visti rossi e gonfi. Mi ha chiesto dov'ero stata. Era solo colpa delle lacrime ma anche lui ha iniziato, di nuovo, il gioco del silenzio.

Domenica, invece, si è capovolto tutto. La luce era sempre spenta. E nella stanza c'era lo stesso odore. Ma ci stringevamo fortissimo, e avevo meno freddo. Eravamo talmente vicini che per un attimo ho pensato che sarei diventata lui, e che lui sarebbe diventato me. Con gli occhi chiusi studiavo il suo corpo, e il suo respiro. Mi ha lentamente preso la testa tra le mani e mi ha sfiorato le labbra. Poi tre ore sono passate tra brillanti onde dal dolce passato e movimenti di cristallini sentimenti.
La sua promessa finale me la sentivo come una corona sulla testa.
Gesto eroico, da parte sua.


gvm

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Angie, Angie, they can't say we never trie
( giovedì, 13 novembre 2008; 21:02 )

''Mi porti qui per dirmi qualcosa?''
''No, perchè?''
''Perchè è sempre così...''
''Veramente stavolta volevo azzardare a qualcosa di più...Vedi il treno che passa lì giù? E il mare? E il vento? Volevo mostrar loro il mio coraggio''
''Coraggio? Il tuo?''
''Sì, ne abbiamo tutti uno nascosto da qualche parte. Solo che a volte lo perdiamo. è nella nostra natura perdere qualcosa. A volte perdiamo le chiavi di casa, altre tempo, oppure perdiamo addirittura una parte di noi dietro la persona sbagliata o in una situazione che ci ha fatto troppa paura.''
''Io ho perso qualcosa secondo te?''
''Sì. Tu per esempio hai perso la tua volontà''
''La mia volontà?''
''Esatto.''
''E dove pensi sia finita?''
''Forse l'hai nascosta nella tasca di qualche giacca, o l'hai spedita su un pianeta lontano''
''Ma non sono spiegazioni razionali''
''Allora forse l'hai persa dentro quei piccoli punti rossi che tracciano invisibili piste sulle tue mani e che aumentano ogni fine settimana''
Lui sorride.
''Forse è così che tutto dovrebbe essere: leggero. Forse nulla dovrebbe spaventarci. Dovremmo imparare ad affrontare qualsiasi cosa, anche situazioni che non esistono. Ma mai scherzare col proprio coraggio. Potrebbe sorprenderci. E io potrei sorprendere te.''
''Come?''
''Chiudi gli occhi''.
Lei lo spinse contro le mura del castello, fredde, totalmente indifferenti, muschiose, e inclinandosi sentì la sua felpa aderire alla sua maglietta cento per cento cotone. Premette le labbra sulle sue, e pensò che aveva perso un po' l'allenamento, che quello era un bacio senza senso, impacciato, invernale, tremante, ma necessario.
Come guardare di notte una piccola città da una ruota panoramica illuminata.
''Mi mancava questo, tutto qui. E non potevo chiederti di avere volontà. Non la si può chiedere a persone che hanno paura di farti del male e riducono i loro occhi, sicuramente i più belli del mondo, a due minuscole teste di spillo''.
Mai sottovalutare la potenza di un gesto.


rememberfoto

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FAI FATICA A DISTINGUERE IL CIELO
( giovedì, 23 ottobre 2008; 21:56 )

Merito un rapporto speciale. Grazie per essere stato sincero. Merito attenzioni. Grazie per la telefonata. Sei assolutamente fuori di testa, e la cosa assurda è che non dipende del tutto da te. Probabilmente domani. Non ti spaventa?. No. E cosa, allora?. Forse sono pronta. Fammi piangere, così vedrai il verde dei miei occhi sotto una luce diversa.
Non ti rifletti più negli specchi.

Fai fatica a distinguere il tuo cielo.


amami

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Perchè la luna in verità non la conosce nessuno
( mercoledì, 15 ottobre 2008; 21:21 )

Non so se aver paura che tutto finisca, o sperarlo. Non so cosa mi possa distruggere di più. All'inizio pensavo che me ne sarei sbattuta del mio fottutissimo e da sempre mancante equilibrio. E invece sono inguaribile. Voglio scappare. Non ho nulla che mi trattenga qui. Nessuno che mi direbbe ''non farlo'' se mi vedesse salire su un treno. O almeno, non senza premettere che ''sarebbe un terribile errore''. Ma non ho bisogno di questo. Non ho bisogno di un album di fotografie di tutti i miei errori.
Il problema è che nessuno mi chiederebbe di non partire perchè ha bisogno di me.
Non partire, non lasciarmi qui, portami con te, io ho bisogno di starti vicino.
(E quando questa persona c'era mi sentivo anche soffocata. Confusion is next)
Tu non lo faresti. I miei genitori non lo farebbero. I miei amici nemmeno. Direbbero che è colpa tua. Forse sarebbero i soli che cercherebbero una spiegazione. Ma chi si fermerebbe a pensare a sè stesso?
Qualcuno deve pur avermi portato ad essere stanca di questo mondo.
Essere consapevoli della propria insicurezza ti porta a notarla sempre in qualsiasi altra persona.
Gli adulti non sanno leggere.
Fanculo ad Aristotele.
Dovrei mangiare la lingua di tante persone come Hannibal Lecter.


biancoenero

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Gomma
( lunedì, 29 settembre 2008; 22:13 )

Ricordi quanto ti ho detto che in un modo o nell'altro mi avresti fatto del male? Ecco. Tu non mi avevi promesso niente.
Penso che di fronte al bene che si può provare per una persona la razionalità non serva a niente.
Ho attraversato un periodo senza amore nè gloria. Con il mio demone socratico un po' sbandato che non si teneva neanche in piedi da solo. Se avessero visto il vuoto che avevo dentro ne sarebbero stati risucchiati.
Il tempo non guarisce nulla. Se l'ho detto in passato mi sbagliavo. Ci sono cose che fanno bruciare le ferite ancora più forte. Che sembra che ti si stacchi la pelle. Che vorresti aiutarti e strappartela a morsi. Che ti stringi la mano coi denti fino a lasciare il segno.
Come S. che ritorna dopo quasi due mesi. Che porta di nuovo il mio anello al dito. Che dice che lo toglie solo per lavorare. Che si è lavato i capelli col balsamo alla pesca solo per uscire con me. Perchè si ricorda che quell' odore mi piace da morire. Che mi chiede perchè non l'ho chiamato mai, perchè non gli ho mandato un messaggio. Che si aspettava che lo facessi. Che ci sperava. E intanto mi ha comprato le caramelle gommose.
E io ho ripensato alle lettere che gli scrivevo ogni sera dentro il letto con la luce del cellulare ad illuminarmi il foglio, e la mia scrittura pendente a sinistra. Incomprensibile. Delle lettere che lui non avrebbe letto mai. Perchè mi dicevo. Non tornerà.
All'inizio me la prendevo. Poi iniziavo ad essere più comprensiva. Ma nelle ultime notti ero di nuovo incazzata. Perchè non riuscivo a dimenticarlo. Neanche nel dettaglio.
Però sono cose che ho tenuto per me. Come le sfumature che gli altri non vedono. Come non mi hanno mai vista piangere perchè erano altrove o avevano altro da raccontare. Come quando Su. e G. sono partite all'improvviso e io ho cercato di volare facendomi crescere le ali, ma non ci sono riuscita. E allora tentavo di far volare il tempo, ma ero proprio un' imbranata perchè lo trattenevo ancora di più. E così mi ritrovato soltanto davanti allo specchio alle due di notte senza il minimo bisogno di dormire. Mi faceva compagnia il mio riflesso.
Devi trovarti dentro la giostra per capire da che parte gira. Deve crollarti il mondo addosso. Devi avere la nausea. Devi essere disposta a perdere tutto e un secondo dopo a fare salti mortali per riconquistarlo.
Tutte le cose peggiori che ho passato non hanno mai fatto paura a nessuno. Nessuno ha mai detto: ''Ho paura che tu possa cambiare. Che quello che sta succedendo possa portarti a sbagliare''. Nessuno mi ha mai insegnato come si fa a credere in qualcosa. In sè stessi. A guardare negli occhi di qualcuno e riuscire a dare fiducia solo al loro colore.
Quanto sono forte, non lo sa nessuno.
Quindi da questo momento lascerò che sulle ferite si formi una cicatrice.
Ma come farlo succedere lo deciderò solo io.
E nessuno perderà nè me nè le mie tracce.
Sono troppo legata a me stessa e a quello che ho passato per lasciarmi plagiare.
Nessuno mi sta prendendo in giro. Nessuno ha fatto passi falsi.
Ho solo avuto per un'ora e trentacinque minuti quello di cui avevo bisogno.


piercing

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Una volta tanto
( lunedì, 08 settembre 2008; 13:18 )

Come tutte le volte che mi trovo a dormire in quel letto non riuscivo a prendere sonno. Potevo rispondere al messaggio di G., ma non avevo la forza di allungare la mano e prendere il telefono. Mi giravo a destra, e poi a sinistra, avevo freddo ma la coperta era tutta spiegazzata in fondo ai miei piedi. Quando mi sono addormentata l'ho sognato. Prima eravamo in macchina, io, G., A. ed S., in una strada molto stretta. Lo abbiamo visto arrivare, lui ci ha fermato, ha aperto tutte le portiere e urlava 'Adesso scendete tutte, lei non deve vivere, guardare, sentire, voglio che lei sia soltanto mia. Non dovete toccarla nè parlarle, dovete sparire tutti dalla sua realtà.' Mi sono svegliata, avevo caldo, ero stesa supina con il lenzuolo che mi copriva tutta intera e un cuscino in diagonale vicino al mio corpo.
Ho il cuore che è uno spezzatino.
Vorrei che scomparisse dentro una canzone, vorrei cancellarlo dalla mia vita e un secondo dopo vorrei tornare a luglio ed essere intrappolata dentro quel mese, qualunque significato abbia avuto. Penso di essere arrivata ad una qualche conclusione ogni tanto ma subito mi si aprono altre mille strade dentro la testa e vorrei seguirle tutte insieme. Per sapere, soltanto per sapere.
Venerdì si torna a scuola. Sarà una specie di piano regolatore delle nostre vite, darà di nuovo un ritmo senza segreti ad ogni giorno, e quando ci saremo stancate chiederemo sicuramente di essere catapultate in qualcosa di diverso e soprattutto migliore, quando in realtà le catapulte ci trasformano, alla fine del salto, solo in gelatina.


dacolorare3gpvy3

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La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno
( domenica, 31 agosto 2008; 14:07 )

Mi accorgo delle persone che cambiano. Leggo Revolver. Mi gira la testa. Una macchina tenta di mettermi sotto. Guarda, guarda chi c'è. Puoi aspettarmi dietro questa strada? Devo fare una cosa al buio. Ho bisogno del buio per dar vita ad un segreto. Vuoi... lacrime? Coraggio? Me?
Riprendimi. Non può durare tutto così. Troppo breve ed intenso è questo momento.
è lontano invece, il tuo.
Tornerai a seppellirmi viva? Come i ricordi di Mary Bloody.
E chi se la ricorda quella storia.

La cosa spaventosa è che tutto questo era scritto. Io. L'avevo. Scritto.


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LA CERTEZZA DI OGNI NOVITà è IL SENSO DI ABITUDINE GIà DALLA SUA METà
( mercoledì, 27 agosto 2008; 13:59 )

''E adesso tocca a te''
''Io...bhè... dato che sapevo che non avrei trovato le parole ho scritto questo''.
''Allora leggilo''
''Ok''.
Quattro pagine con cui probabilmente ho detto solo la metà di quel che avrei voluto dire. Lui guardava un punto fisso che non aveva direzione e gli occhi gli erano diventati più rossi del solito.
''Rileggila da capo'', ha detto quando ho finito.
L'ho fatto.
''è ADESSO, è ADESSO che non possiamo stare insieme''. E scuoteva la testa.
Io mi chiedevo che importanza avesse, il tempo.
''E non credere che non ti voglia bene o che in te sia cambiato qualcosa. Tu non c'entri... mi dispiace che ci sia capitata tu in mezzo a tutta questa storia... che mi abbia conosciuto in questo momento.''
''Certo''.
''E...adesso cosa pensi di me?''
''Niente''
''Come puoi non pensare niente?''
''Spero solo che tu te ne penta''
Spero solo che ti mancherò.
Poi G. mi ha mandato un messaggio. Ha detto che era tardi, che dovevamo andare.
''Bhè ora devo andare''
''Dove vai?''
Che importanza aveva.
''Da G.''
''Ah''.
''Buonanotte''. Mi sono avvicinata. Gli ho dato un bacio sulla guancia destra. Mi è mancato da quel momento esatto.
''Sai dove trovarmi se vuoi''
è rimasto seduto, con la testa tra le mani. Guardava il mare. Da quel posto c'è una vista bellissima. Io mi sono girata dopo qualche passo. Pensavo che se quella fosse stata la scena di un film lui mi avrebbe rincorsa. E invece si trattava solo di una strana vita, nella quale in realtà c'è ben poco di strano. Ma solo in realtà.

Sono passati due giorni, io cerco di pensare a lui senza provare nulla. Ogni volta che riesco a farlo, anche se è terribile e dura tutto solo qualche secondo, il mio telefono lampeggia e non riesco a credere che sia proprio lui. è successo due volte. Ieri, alle 5 e venti, e questa notte, all'una e mezza. C'è il suo nome scritto sullo schermo, e io mi chiedo cos'abbia dentro quella testa. Ho letto su un libro che alla mia età si soffre di più perchè il dolore ti sorprende, perchè non te l'aspetti, è come un colpo di pistola. Da grande non è così, da grande è stanchezza sommata a stanchezza. Era scritto proprio così.
Sapete...
LA CERTEZZA DI OGNI NOVITà è IL SENSO DI ABITUDINE GIà DALLA SUA METà.

Ci saranno delle persone che leggeranno queste righe e sorrideranno, avranno avuto la loro piccola vendetta personale. Credono che il male che ho fatto a loro me lo meriti, almeno il doppio. Le incontro per strada a volte, le saluto, rivolgo loro un sorriso appena accennato, che assicuro, è sincero. Sorridono anche loro ma so esattamente quello che provano e vorrei andare lì in quello stesso istante e chiedere ''Scusa, non eri tu a dover pagare per i miei errori''. Però non ho il coraggio di farlo, perchè a 17 anni il coraggio manca più spesso di quel che si crede. Solo che le persone se lo scordano troppo spesso, di quando il coraggio non l'avevano loro.


Violet-744290

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me
« L'aria intorno è più nebbia che altro. »
Splendido. Datemi solo delle revolverate un po' all'impazzata, qui. Grazie. Tipo My Way di Vicious. Fate fuoco quando volete. / Amo: Il sole se c'è vento, la filosofia, quando la guerra è finita, le mie labbra, G. con i capelli legati, libri degni di questo nome, la camomilla, gli alcolici alla frutta, perdermi, il silenzio, il caso, il caos nel silenzio, tutto quello che non conosco, tutto quello che mi dà colpi al cuore e alla pancia, la pioggia, il futuro che voglio scrivere, S. quando mi dice che ho degli occhi meravigliosi, il caffè delle tre del pomeriggio, i corsi di teatro ed E. ed E. che ridono delle mie catastrofi nucleari, il mio liceo e le lingue morte che mi vivono dentro, la musica che mi fa saltare sul letto e sbattere la testa contro il cuscino, i giardini segreti e i segreti in generale, il gelato ed F. che se lo infila tutto in bocca, la notte senza stelle, i luoghi di partenza e ritorno, i baci con la lingua / Odio: Chi mi giudica strana, depressa, complicata, chi rinuncia, chi si arrende, chi non va a fondo, la mia famiglia e quello che mi hanno fatto diventare, la mia famiglia e quello che credono sia diventata, i tradimenti di ogni tipo, la panna, gli schemi, gli schermi, chi guarda solo in basso, il tedesco, i soldi se sono troppi, la matematica in ogni sua forma, chi mi ha deluso, chi mi ha usato, chi mi ha mentito, chi mi ha sottovalutato, chi fa la guerra e chi parla solo di pace, chi non ha dubbi ma solo certezze, chi non crede nell'immortalità dell'anima, chi si veste d'oro per nascondere mondi di ruggine. / Ascolto: Led Zeppelin, Black Sabbath, Nirvana, Pink Floyd, Baustelle, Elton John, Nine Inch Nails, Prozac +, Coldplay, Super Elastic Bubble Plastic, System of a down, U2, The dandy Warhols, The who, Velvet Underground, Jethro Tull, Jefferson Airplane, Chris Cornell, The grateful dead, Verdena, Jeff Buckley, Van Morrison, De Andrè, Ramones, Adicts, The doors, Rammstein, Siouxsie and the banshees, Queens of the stone age, ACDC, Eric Clapton, Timoria, Bandabardò, Television, Bob Dylan, The bee gees, Jimi Hendrix, Bruce Springsteen, Tool, Bluvertigo, Quicksilver, Patti Smith, Van Halen, The knack, Rolling stones, The Beatles, The clash, Elvis, The police, 4 non blondes, Aerosmith, Afterhours, Alanis Morrisette, Babybird, Blur, Chuck Barry, Foo Fighters, FrouFrou, Gabrielle, Googoo Dools, Guns'n Roses, Incubus, Imogen Heap, Hole, Ligabue, Litfiba, Oasis, REM, Queen, Radiohead, Scorpions, Rhapsody, CrosbyStillandNash, Blink 182, Bon Jovy, Cream, Depeche Mode, Eagles, HIM, Iron Maiden, Kiss, The Cure, The fratellis, The fray, Chris Robinson, Lou Reed, Nick Cave, Chris Isaak, Daniel Lanois, Peter Gabriel, Little Feat, Sex pistols, Joni Mitchell, Los Lobos, CSI, CCCP, Tre allegri ragazzi morti, Samuele Bersani, Placebo, Alice in chains, David Bowie, Dead Kennedys, Pixies, Devotchkas, Distillers, Iggy Pop, Joy Division, Bad Religion, Marilyn Manson, Ska-P, Simon&Garfunkel. / Leggo: Una mattina blu notte-Jacqui Lofthouse, Margherita Dolcevita-Stefano Benni, Little boy blue-Edward Bunker, Ingannevole è il cuore più di ogni cosa-J.T.Leroy, Annunciazione in metropolitana-Chiara Cretella, Come Dio comanda-Niccolò Ammaniti, Il piccolo principe-Antoine De Saint-Exupery, Il vecchio e il mare-Ernest Hemingway, Sulla strada-Jack Kerouac, Metamorfosi ed altri racconti-Kafka, Qualcuno con cui correre-David Grossman, Il ritratto di Dorian Gray-Oscar Wilde, Traispotting-Irvine Welsh, Ti prendo e ti porto via-Niccolò Ammaniti, I fiori del male-Baudelaire, Jack Frusciante è uscito dal gruppo-Enrico Brizzi, Luminal-Isabella Santacroce, V.M.18-Isabella Santacroce, La bambina, il pugile, il canguro-Stella G.Antonio, La scimmia sulla schiena-William Burroughs, Alice nel paese delle meraviglie e attraverso lo specchio-Lewis Carroll, Porno-Inrvine Welsh, Please don't kill the freshman-Zoe Trope, Soffocare-Chuck Palahniuk, La confraternita dell'uva-John Fante, Quella dolce follia-Patricia Highsmith, I dolori del giovane Werther-Goethe, L'insostenibile leggerezza dell'essere-Milan Kundera, La strega di Portobello-Paulo Coelho, Io sono di legno-Giulia Carcasi, 1984-George Orwell, Tropico del capricorno-Henry Miller, E l'asino vide l'angelo-Nick Cave, La fattoria degli animali-George Orwell, Tolleranza zero-Irvine Welsh, Memorie di una zucchina-Gilles Paris, I miei luoghi oscuri-James Ellroy, Le ragazze-Lori Lansens, Tra due mari-Carmine Abate, La passione secondo Therese-Daniel Pennac, Ecstasy-Irvine Welsh, Il grido muto-Elizabeth Flock, La ragazza definitiva-Gisy Scerman, Cuori che scottano-Valerie Hobbs, Per voce sola-Susanna Tamaro, L'alchimista-Paulo Coelho, Furore-John Steinbeck, Eugenie Grandet-Balzac, Il silenzio del mare-Vercors, Il potere dei sogni-Louis Sepulveda, Autobiografia di Malcolm X-Malcolm X, Per sempre giovane-Gianni Biondillo, L.A. 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